
M’abituerò a non trovarti, m’abituerò a voltarmi e non ci sarai,
m’abituerò a non pensarti quasi mai, quasi mai, quasi mai.
Alla fine c’è sempre uno strappo e c’è qualcuno che ha strappato di più,
non è mai qualcosa di esatto, chi ha dato ha dato e poi,
chi ha preso ha preso tutto quel che c’era, non conta più sapere chi ha ragione,
non conta più avere l’ultima parola, ora.
M’abituerò a non trovarti, m’abituerò a voltarmi e non ci sarai,
m’abituerò a non pensarti quasi mai, quasi mai, quasi mai.
Alla fine non è mai la fine ma qualche fine dura un po’ di più.
Da qui in poi si può solo andare, ognuno come può,
portando nel bagaglio quel che c’era e le macerie dopo la bufera,
ricordi belli come un dispiacere, ora.
M’abituerò a non trovarti, m’abituerò a voltarmi e non ci sarai,
m’abituerò a non pensarti quasi mai, quasi mai, quasi mai.
Luciano Ligabue
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“Il tempo è galantuomo e rimette ogni cosa al suo posto.” Voltaire
Le storie lasciano cicatrici che soltanto con il tempo si rimargineranno.
Sì,è una ferita che all’inizio fa male, poi comincia a prudere, poi smette di darti dolore, ma il segno resta lì…dopo la si vede solo se la si cerca, è il loro ricordo che resta indelebile.
Ti rimarrà dentro ciò che hai imparato da loro, ossia che qualcuno ha lasciato dentro di Te prima l’amore e poi la durezza.
Affronterai le tue scelte con qualche cicatrice in più e molta prudenza.
Siamo al secondo giorno di attività di questo nuovo anno, ora mi trovo dinnanzi ad un anno “delicato”, successore al precedente che ha portato con sé il vento del cambiamento.



